A Mekelle sono ripresi i voli, ma la pace è molto più lontana di una pista riaperta. L’11 ottobre Ethiopian Airlines ha ripristinato i collegamenti dopo il ritorno in città delle forze alleate del governo federale, entrate il 3 ottobre in seguito al ritiro dei combattenti del TPLF. È l’ultima svolta di una nuova offensiva che ha travolto gli equilibri del Tigray. Quasi quattro anni dopo Pretoria, il presente della regione torna a essere deciso dalle armi.

La guerra precedente era cominciata nel novembre 2020, dopo una progressiva rottura tra il governo di Abiy Ahmed e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray. Per decenni il TPLF aveva avuto un ruolo dominante nel sistema di potere etiope; l’ascesa di Abiy nel 2018 aveva modificato quegli equilibri. Alla contesa sul controllo dello Stato si erano sovrapposte dispute elettorali e istituzionali. Il conflitto aveva poi coinvolto l’esercito eritreo e forze provenienti da altre regioni etiopi.

Le alture presso Hawzien, nel Tigray.
Le alture presso Hawzien, nel Tigray. Immagine d’archivio (2017).Foto: USAID/Nena Terrell · Wikimedia Commons · Public domain · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

Il 2 novembre 2022, con la mediazione dell’Unione Africana, governo federale e TPLF avevano firmato l’accordo di cessazione delle ostilità a Pretoria. Il testo apriva la strada al disarmo, al ripristino dei servizi e a una soluzione politica. Aveva fermato la fase più devastante della guerra, lasciando però una distanza enorme tra la firma e la normalizzazione. Una popolazione impoverita e sfollata doveva ricostruire la propria esistenza mentre le questioni territoriali e di sicurezza restavano aperte.

Il ritorno degli sfollati è uno dei punti nei quali questa distanza appare più evidente. Tornare significa trovare condizioni di sicurezza, poter accedere alla terra e non subire nuove persecuzioni. Le controversie sul Tigray occidentale, insieme alle conseguenze della presenza di forze esterne alla regione, hanno reso il dopoguerra instabile. Le divisioni interne al TPLF hanno poi indebolito ulteriormente l’assetto politico costruito dopo Pretoria, trasformando la gestione della transizione in un altro terreno di scontro.

A settembre 2026 il deterioramento è diventato un nuovo conflitto aperto. Il 23 settembre il segretario generale dell’ONU ha denunciato la presa degli aeroporti di Mekelle, Axum e Shire e il rischio di un’espansione delle ostilità. Il 9 ottobre ha richiamato l’attenzione sui combattimenti in Tigray, Afar e Amhara. La dimensione regionale è ormai parte della crisi: il peggioramento dei rapporti tra Etiopia ed Eritrea può moltiplicare i fronti e rendere ancora più difficile una tregua.

Paesaggio del Tigray nei pressi del sito archeologico di Yeha.
Paesaggio del Tigray nei pressi del sito archeologico di Yeha. Immagine d’archivio (2002).Foto: Jialiang Gao www.peace-on-earth.org · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

La prima esigenza è proteggere i civili e garantire aiuti senza trasformarli in uno strumento negoziale. La seconda riguarda la credibilità degli impegni. Un accordo che promette sicurezza deve prevedere chi verificherà le violazioni, quali conseguenze seguiranno e come parteciperanno le comunità coinvolte. Senza questi passaggi, ogni arretramento militare rischia di essere interpretato come una vulnerabilità e ogni compromesso come una resa.

Il Tigray è anche la storia di un dopoguerra che non è riuscito a diventare vita ordinaria. La riapertura di un collegamento aereo è utile, ma non restituisce da sola fiducia, case e redditi. Per evitare un’altra catastrofe servirà affrontare proprio ciò che negli anni successivi a Pretoria è rimasto sospeso. Il tempo della diplomazia si misura adesso con quello, molto più breve, delle necessità dei civili.

Approfondimento dell’edizione del 13 ottobre 2026. Le fotografie sono immagini d’archivio o di contesto: non documentano necessariamente gli eventi descritti nel testo.

Fonti e riferimenti (6)
  1. Associated Press — Ethiopian official promises change in Tigray after troops retake regional capital
    11 ottobre 2026
  2. Unione Africana — Cessation of Hostilities Agreement
    2 novembre 2022
  3. Rift Valley Institute — Peace and Instability Tigray since the Pretoria Agreement
    2026
  4. ONU — Secretary General statement on Ethiopia
    23 settembre 2026
  5. ONU — Secretary General’s statement on Ethiopia
    9 ottobre 2026
  6. Human Rights Watch — Rising Tigray Tensions Test African Union
    9 settembre 2026