Il Sahara occidentale torna nell’agenda del Consiglio di sicurezza con una novità politica già acquisita e una questione ancora aperta. La risoluzione 2797, adottata il 31 ottobre 2025, ha indicato la proposta marocchina di autonomia come base dei negoziati. Il mandato della missione MINURSO scade il 31 ottobre 2026. La maggiore centralità del piano di Rabat non equivale però a una soluzione concordata né cancella il problema dello status del territorio.

L’ex colonia spagnola figura dal 1963 nella lista ONU dei territori non autonomi. Quando la Spagna si ritirò, negli anni Settanta, la disputa tra il Marocco e il Fronte Polisario divenne guerra. Rabat controlla la maggior parte del territorio; il Polisario rivendica l’indipendenza e la rappresentanza del popolo sahrawi. L’Algeria sostiene il movimento e ospita vicino a Tindouf i campi nei quali vivono da decenni rifugiati sahrawi.

Le pozze saline della sebkha Imlili, nell’area di Dakhla, nel Sahara occidentale.
Le pozze saline della sebkha Imlili, nell’area di Dakhla, nel Sahara occidentale. Immagine d’archivio (2025).Foto: Dakhla Vibes Adventures · Wikimedia Commons · CC BY 4.0 · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

Il nodo giuridico accompagna quello politico dall’inizio. Nel parere del 1975, la Corte internazionale di giustizia esaminò i legami storici invocati sul territorio e non individuò vincoli tali da escludere l’applicazione del principio di autodeterminazione attraverso la libera espressione della volontà della popolazione. Quel passaggio continua a essere essenziale: una rivendicazione storica e il diritto di decidere il proprio futuro non sono automaticamente la stessa cosa.

Il cessate il fuoco del 1991 e la creazione della MINURSO avrebbero dovuto accompagnare un referendum. Il voto non è stato organizzato e la disputa si è prolungata, mentre la tregua si è rotta nel 2020. La separazione fisica, segnata dal lungo terrapieno costruito dal Marocco, ha contribuito a cristallizzare il conflitto. Le generazioni nate nei campi hanno ereditato una condizione provvisoria diventata, nei fatti, una vita intera.

Rabat propone un’ampia autonomia sotto sovranità marocchina e ha ottenuto un crescente sostegno diplomatico. Il Polisario continua a rivendicare un’autodeterminazione che includa la possibilità dell’indipendenza. La risoluzione del 2025 sposta il baricentro dei colloqui, mantenendo il riferimento a una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile. La distanza tra queste formule e un consenso effettivo resta ampia. Non basta adottare una base negoziale perché le parti ne condividano l’esito.

Una chiesa a Dakhla, nel Sahara occidentale.
Una chiesa a Dakhla, nel Sahara occidentale. Immagine d’archivio (2006).Foto: Mhobl · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

Per l’Europa la questione si intreccia con relazioni commerciali, pesca, cooperazione energetica e rapporti con Marocco e Algeria. Gli interessi economici favoriscono la ricerca di stabilità, ma non possono essere trattati come una risposta automatica alla rappresentanza politica dei sahrawi. Investire in un territorio conteso e concordarne lo status sono operazioni differenti, con implicazioni che ricadono anche sulla legittimità e sulla durata degli accordi.

La sfida diplomatica sarà rendere concreta la parola consenso. Significa chiarire chi partecipi, come venga rappresentata la popolazione e quali garanzie accompagnino una futura intesa. Un accordo sostenuto dalle potenze ma incapace di essere accettato da chi dovrà viverci rischierebbe di conservare il conflitto sotto un’altra forma. Dopo mezzo secolo, il tempo trascorso pesa sui negoziati; non può però sostituire la decisione politica che finora è mancata.

Approfondimento dell’edizione del 13 ottobre 2026. Le fotografie sono immagini d’archivio o di contesto: non documentano necessariamente gli eventi descritti nel testo.

Fonti e riferimenti (6)
  1. ONU — Resolution 2797
    31 ottobre 2025
  2. Security Council Report — Western Sahara Monthly Forecast
    ottobre 2026
  3. ONU — Western Sahara and Decolonization
    scheda del territorio
  4. Corte internazionale di giustizia — Western Sahara
    parere del 16 ottobre 1975
  5. Human Rights Watch — Western Sahara Peoples’ Self Determination at Risk
    25 marzo 2026
  6. MINURSO — Background
    storia della missione e ripresa delle ostilità