Il Sud Sudan si prepara a votare mentre continua a fare i conti con la violenza. Gli scontri di ottobre nell’area di Rumbek hanno provocato decine di morti, secondo le autorità. Le prime elezioni nazionali dall’indipendenza sono previste per il 22 dicembre. A settembre Salva Kiir ha sciolto il governo di transizione e nominato un’amministrazione provvisoria. La distanza tra calendario elettorale e sicurezza resta il problema centrale.

Il Paese è nato il 9 luglio 2011, al termine di un lungo percorso di guerra e negoziati con Khartoum. L’indipendenza aveva raccolto una speranza enorme: amministrare finalmente risorse e futuro senza dipendere dal Nord. Già nel 2013, però, lo scontro tra Kiir e Riek Machar precipitò in una guerra civile. Le divisioni politiche mobilitarono appartenenze comunitarie e reti armate, producendo fratture che gli accordi successivi hanno faticato a ricomporre.

Juba e il Nilo Bianco fotografati dalla Stazione spaziale internazionale.
Juba e il Nilo Bianco fotografati dalla Stazione spaziale internazionale. Immagine d’archivio (2011).Foto: NASA · Wikimedia Commons · Public domain · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

L’intesa rivitalizzata del 2018 ha offerto il quadro per una condivisione del potere e una transizione. La sua attuazione incompleta rimane al centro delle preoccupazioni della missione ONU. Unificare le forze, rendere credibili le istituzioni e creare condizioni per la partecipazione politica sono passaggi legati tra loro. Un’elezione può chiudere formalmente una transizione, ma non risolve da sola il problema di chi possiede armi, controlla risorse e può impedire agli altri di organizzarsi.

La vicenda di Machar e le tensioni tra i protagonisti dell’accordo hanno ulteriormente indebolito la fiducia. Intanto le violenze locali seguono anche dinamiche proprie: contese sulle terre, sui pascoli e sul bestiame, vendette e insufficiente presenza dello Stato. Ricondurre ogni episodio a una rivalità etnica nazionale cancella queste differenze. A Rumbek, per esempio, i gruppi coinvolti nei recenti scontri appartengono entrambi alla più ampia comunità dinka.

La fragilità economica rende più difficile spezzare il ciclo. Il petrolio rappresenta una risorsa decisiva, ma la sua esportazione dipende da infrastrutture che attraversano il Sudan in guerra. Le interruzioni della produzione e dei collegamenti hanno colpito entrate pubbliche e attività economica. È una dipendenza che la separazione politica del 2011 non ha eliminato: i due Stati restano collegati materialmente, anche quando i loro governi seguono percorsi differenti.

Panorama di Juba, capitale del Sud Sudan.
Panorama di Juba, capitale del Sud Sudan. Immagine d’archivio (2016).Foto: Rigan123 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata; ritaglio di impaginazione.

A questo si aggiungono alluvioni e shock climatici. La Banca mondiale ha descritto nel febbraio 2026 come eventi estremi e cattiva gestione delle finanze pubbliche si rafforzino reciprocamente, aggravando povertà e sfollamenti. L’acqua invade terre e infrastrutture, mentre istituzioni deboli faticano a organizzare prevenzione e ripresa. Una politica di pace deve quindi occuparsi anche di strade, servizi, gestione del territorio e trasparenza dei proventi petroliferi.

Il voto potrà rappresentare un passaggio importante se gli elettori potranno partecipare senza coercizione e se gli sconfitti avranno garanzie sufficienti per accettarne l’esito. Le scadenze restano necessarie, ma richiedono condizioni concrete. Per molti sudsudanesi la promessa dell’indipendenza si misura ancora nell’accesso alle cure, nella possibilità di coltivare e nel ritorno a casa. Sono questi risultati a dare sostanza alla costruzione dello Stato.

Approfondimento dell’edizione del 13 ottobre 2026. Le fotografie sono immagini d’archivio o di contesto: non documentano necessariamente gli eventi descritti nel testo.

Fonti e riferimenti (6)
  1. Associated Press — Clashes between rival groups in central South Sudan leave scores dead
    12 ottobre 2026
  2. UNMISS — Background
    consultato il 13 ottobre 2026
  3. UNMISS — Advance the Peace Process
    consultato il 13 ottobre 2026
  4. Banca mondiale — South Sudan country overview
    2026
  5. Banca mondiale — Narrow Path to Recovery
    5 febbraio 2026
  6. ONU — Security Council 10206th meeting
    2026